CIAO ALBERTO, MAESTRO DI SENTIMENTI

E’ morto in questi giorni a Roma il mio scrittore preferito: Alberto Bevilacqua.

Amato e odiato autore italiano di origini emiliane, aveva settantanove anni e ci lascia dopo una lunga malattia che lo ha visto ricoverato per quasi un anno presso una clinica della capitale.

 

Quello che colpisce e che addolora, oltre al fatto di sapere per certo di non potere conoscerlo di persona, sono le dispute sorte all’indomani del suo decesso tra la compagna Michela Miti e la famiglia di origine dello scrittore a seguito delle quali è stata disposta da parte della Procura l’autopsia sul corpo dello scrittore per accertare eventuali colpe a carico della struttura sanitaria che lo ospitava.

  

Invece, a questo punto, preferisco ricordare di quando, per la prima volta, appena adolescente, mi trovai per caso tra le mani un suo libro, della gioia mentre ne intraprendevo la lettura, e poi della mia “indagine” sulla sua vita e sulla sua storia di artista, benedetto da Sciascia e intrepido cronista della cronaca nera di Parma…

Suoi film non ne ho visti ancora, ho preferito concentrarmi sui libri che ho sempre considerato il giusto mix di  fiaba, mistero e introspezione.

Tra i suoi libri quello che mi ha condizionato maggiormente è  stato “Anima amante”, un libro di denuncia sullo sfruttamento della prostituzione minorile che ha come protagonista Giannina e come aguzzini lo zio e la di lei madre. Tenero, appassionato come sempre, Bevilacqua, nel libro, ci conduce attraverso la redenzione di questa fanciulla, che riesce a salvarsi dalle nefandezze di un mondo in cui era stata suo malgrado precipitata.

 

Secondo me è importante non sottovalutare la sua presenza avvenuta di recente a  diverse puntate della trasmissione “Porta a porta” condotto da Bruno Vespa, come opinionista in casi di cronaca che hanno trattato di delitti gravi e, per un verso, ancora non risolti, quali ad esempio il delitto di Cogne.

 

Io lo ricordo e vorrei ricordarlo anche agli altri come un grande artista, stravagante e poliedrico dalla grande umanità che si è sperimentato e ha sperimentato stile e generi sempre nuovi.

 Ciao Alberto, maestro di sentimenti.

                                                                                                                            Alessandra Celentano

 

 

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