Illusione della finanza di Giuseppe Rocco. La recensione
Il nuovo saggio del nostro Giuseppe Rocco, autore di diversi lavori di natura economica e curatore sul nostro giornale di una rubrica dedicata a questi temi, ci proietta ancora una volta sullo scenario mondiale, dominato dalla globalizzazione e dal feticismo del mercato finanziario. Non si tratta di un racconto distopico, purtroppo. L’analisi attenta e accurata che l’autore ci presenta con il titolo di “Illusione della finanza” disegna la realtà in cui la nostra vita quotidiana si proietta sullo scenario mondiale creato dalla globalizzazione selvaggia.
Ogni aspetto che caratterizza la società odierna viene vagliato con rigore scientifico dall’autore che, grazie alla sua abilità di comunicatore, riesce a semplificare facendo uso di uno stile chiaro e scorrevole e di esempi per descrivere le meccaniche più complesse della finanza mondiale.
Al centro del saggio c’è la disumanizzazione del lavoro e dei lavoratori, costretti a un efficientismo esasperato, non giustificabile da reali bisogni produttivi, ma anche il feticismo del mercato finanziario, che inverte i rapporti tra persone e beni, svuotando di concretezza il concetto stesso di finanza. Questa, nata per sovvenzionare le imprese, è divenuta oggetto stesso degli affari, dando spazio ai famigerati “derivati”[1], che tanto danno causarono ai risparmi di milioni di persone con la crisi del 2008.
“Quando il denaro diventa il fine ultimo, tutti i beni che non sono di natura economica, come l’intelligenza, la cultura, l’arte, la bellezza, l’amore, cessano di essere valori in sé, perché lo diventano limitatamente alla loro convertibilità in denaro.”
p. 14
Ma l’obiettivo di questo saggio va oltre la descrizione della situazione in cui il mondo si trova oggi, proponendo soluzioni, più o meno realizzabili, per ammissione dello stesso autore. Non tanto per l’effettiva applicazione delle correzioni possibili, quanto a causa della volontà di coloro che da queste dinamiche escono sempre vincitori, a discapito dei più poveri. La fine dell’etica nei mercati finanziari viene additata dall’autore come parte della colpa, mentre “all’alba del terzo millennio si è accresciuto il livello di diseguaglianze, senza che gli Stati possano intervenire a bloccare il vento internazionale della globalizzazione incontrollata.” (p. 39).
Scevro da teorie complottistiche o previsioni apocalittiche, questo studio raccoglie gli elementi necessari a destreggiarsi nella realtà finanziaria in cui ci troviamo, dando un nome e attribuendo una precisa funzionalità a ognuno di questi.
Liberare le operazioni finanziarie da falsi miti e giochi di potere, al fine di capovolgere il rapporto distorto delle persone verso le cose, che hanno preso il sopravvento restituirebbe anche alla Borsa valori la dignità persa da quando è divenuta un tempio immateriale, “che non rispetta più le regole del gioco per la quale era sorta”.
La responsabilità, condivisa da tutti i paesi che fanno parte di questo gioco, trova il suo maggiore esponente in quello da cui la globalizzazione ha avuto inizio: gli Stati Uniti d’America, che l’autore sottopone a un’analisi storica, attraverso la crescita del suo impero, in termini di potenza mondiale.
I toni a tratti diventano quasi accorati, soprattutto dove l’autore considera l’inconsapevolezza delle e-persone ignare, abbagliate e affascinate dalla promessa di facili guadagni o, peggio, desiderose di raggiungere gli obiettivi di vita costruiti dall’interesse altrui.
Il lavoro di Giuseppe Rocco è, come sempre, accurato e preciso e offre spunti di riflessione che abbracciano tutti i campi dell’esistenza umana, trattata dall’autore con sincera preoccupazione, ma anche con saggezza.

[1] “I derivati sono contratti scritti in cui si stipula che, al verificarsi di una specifica previsione sul prezzo futuro di una certa attività finanziaria, la parte perdente si impegna a versare alla parte vincente una somma di denaro pattuita”. p. 18
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