ISG DI ROMA, LA RICERCA E’ IN MOVIMENTO

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L’Istituto Storico Germanico, polo di eccellenza in Italia, promuove le idee dei giovani ricercatori

In occasione di una giornata di visite e studi organizzata dal Conservatorio di Avellino presso l’Istituto Storico Germanico di Roma, in cui sono state mostrate agli allievi del corso accademico di II livello in Discipline storiche critiche e analitiche della musica dell’istituto irpino la struttura e la splendida e fornitissima biblioteca, abbiamo potuto rivolgere alcune domande al direttore  Markus Engelhardt per capire meglio quali sono le specificità della struttura fondata nel 1888, che collabora con istituti di ricerca mondiali, come la Società Tedesca di Musicologia, e appartiene a una fondazione (Stiftung Deutsche Geisteswissenschaftliche Institute – DGIA) che ha sedi in alcune delle più grandi città del mondo come Parigi, New York, Beirut e Londra. Gli studenti, insieme ai loro docenti, Antonio Caroccia e Marina Marino, sono stati calorosamente accolti dal direttore e dalla responsabile della biblioteca Christina Ruggiero, avendo modo di apprezzare le ricche dotazioni di argomento musicale e musicologico di cui la biblioteca dispone.

In merito al vostro corso di studi musicologici, ci può spiegare come si articola e quali sono le sue caratteristiche?

ISG7La sezione musicale dell’Istituto è stata fondata negli anni Cinquanta su iniziativa della Società Tedesca di Musicologia che voleva far nascere una sua sezione in Italia. Venuto meno questo progetto, l’Istituto rimase legato alla società tedesca a causa della presenza degli importantissimi archivi esistenti qui. Oggi, per mantenere saldo questo rapporto, si è istituito un corso di studi musicologici, dedicato agli studenti tedeschi affinché possano conoscere l’Italia e condurre ricerche sulla musicologia italiana; questo corso viene attivato ogni due anni e consiste in una settimana di soggiorno in cui, oltre a conoscere l’Italia, gli studenti possono approfondire particolari tematiche inerenti la ricerca musicologica. Contemporaneamente, sono state attivate borse di studio e tirocini, aperti a tutti, non solo agli studenti tedeschi. Quello che ci muove è cercare giovani capaci di proporre progetti, creare collaborazioni, organizzare convegni, proporre pubblicazioni di proprie opere di ricerca o di opere rare di cui non esiste l’edizione critica. Questo perché siamo convinti che l’apporto dei giovani ricercatori, più che dei professionisti già affermati nel campo, dia senso all’esistenza di questo istituto che lavora per trovare nuove metodologie di studio e fare sì che la ricerca sia in continuo movimento.

La vostra è una biblioteca molto fornita e custodite anche copie digitali di collezioni private, inaccessibili se non qui. L’accesso è libero?

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Certo e non solo: noi vi invitiamo a inviarci richieste del nostro materiale di cui, in forma digitale o cartacea, provvederemo a fornirvi una copia per i vostri studi, ma desideriamo anche che ci inviate segnalazioni di testi che non sono nel nostro catalogo e che saremo felici di acquisire al nostro patrimonio per colmare le lacune e muovere ancora la ricerca. Crediamo nelle collaborazioni con coloro che si impegnano nello studio dell’immenso patrimonio musicale che è stato prodotto in Italia.

Siete dotati anche di materiali che riguardano la musica popolare?

ISG3Gli studi sulla musica popolare italiana, l’etnomusicologia, si evolvono e noi siamo aperti a tutte le forme di musica, sia colta che tradizionale, ma anche a commistioni o rapporti tra la musica e altre discipline. Quindi sì, abbiamo anche questo. A proposito le presento la dottoressa Chiara Pelliccia, una ricercatrice italiana, che sta facendo un dottorato presso di noi da tre anni e che ci auguriamo resti ancora con noi. Lei si sta occupando di un argomento particolare: una ricerca sulla rappresentazione della pace nella cantata italiana.

ISG6Chiara Pelliccia: Sì, in effetti la ricerca cui sto lavorando tratta la materia in modo interdisciplinare tra il Sei e il Settecento  prendendo in considerazione testi, musica e iconografia legati alla cantata, cercandovi le caratterizzazioni, le personificazioni della pace, la presenza di topoi, per verificarne la persistenza in altri generi musicali. Le ricerche sulla cantata si inseriscono, infatti, nel progetto di ricerca “‘Dass Gerechtigkeit und Friede sich küssen’ – Repräsentationen des Friedens im vormodernen Europa”, promosso dal Leibniz-Instituts für Europäische Geschichte – Mainz (IEG) per la parte storica, con il Germanisches Nationalmuseum – Nürnberg (GNM) per la parte artistica e con il nostro Deutsches Historisches Institut – Roma (DHI) per la parte musicale.

Eleonora Davide

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About Eleonora Davide

IL DIRETTORE RESPONSABILE Giornalista pubblicista, è geologa (è stata assistente universitaria presso la cattedra di Urbanistica alla Federico II di Napoli), abilitata all’insegnamento delle scienze (insegna in istituti statali) e ha molteplici interessi sia in campo culturale (organizza, promuove e presenta eventi e manifestazioni e scrive libri di storia locale), che artistico (è corista in un coro polifonico, suona la chitarra e si è laureata in Discipline storiche della musica presso il Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino). Crede nelle diverse possibilità che offrono i mezzi di comunicazione di massa e che un buon lavoro dia sempre buoni risultati, soprattutto quando si lavora in gruppo. “Trovo entusiasmante il fatto di poter lavorare con persone motivate e capaci, che ora hanno la possibilità di dare colore e sapore alle notizie e di mettere il loro cuore in un’impresa corale come la gestione di un giornale online. Se questa finestra sarà ben utilizzata, il mondo ci apparirà più vicino e scopriremo che, oltre che dalle scelte che faremo ogni giorno, il risultato dipenderà proprio dall’interazione con quel mondo”.

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