L’AFRICA CHIAMA. Continua la missione in Madagascar per l’APS Avellino per il mondo
Un altro progetto di solidarietà prende forma e sostanza grazie anche all’impegno di Elvira Napoletano, volontaria vicepresidente dell’associazione APS Avellino per il mondo, “opera segno” della Caritas diocesana, che da responsabile dei progetti esteri collabora attivamente con il presidente Marco Cillo nel soccorso alle popolazioni africane. Mossa dalla fede e dalla convinzione che bisogni rimboccarsi le maniche, come buoni operai nella messe del Signore, Elvira mette in campo tenacia e determinazione per rendere viva la solidarietà cristiana. Così partirà domenica 19 ottobre per recarsi a Vohemar (Madagascar), dove la missione dei padri redentoristi ha fondato una clinica ostetrica e pediatrica per venire incontro alle necessità di migliaia di famiglie, sprovviste di strutture adeguate.
Abbiamo già raccontato su questo giornale dell’incontro dell’APS con padre Lorenzo Gasparra, missionario e parroco di San Tommaso ad Avellino per la collaborazione che oggi si è concretizzata.
Materiali utili al completamento e al funzionamento della struttura da allora sono stati raccolti grazie alla sollecitudine di chi ha donato in particolare pannelli fotovoltaici per alimentare la rete elettrica in uso alla clinica (Ecosistemi di Avellino, dell’ingegnere Catello Di Capua). A questi si sono aggiunti altri materiali e altri pannelli fotovoltaici (Francesco Basile, pannelli fotovoltaici, Torre le Nocelle) in una corsa virtuosa alla partecipazione delle realtà del territorio ma anche del salernitano.
Abbiamo chiesto a Elvira di raccontarci il motivo del suo viaggio in Madagascar
Partiremo alla volta della capitale del Madagascar, Antanarivo, per spostarci a Sambav, dove saremo ospiti della missione redentorista, e infine a Vohemar, dove sorge la clinica. Mi accompagnerà Angela De Marco, che ha operato nell’AGESCI a San Tommaso. Per lei è la prima volta in Africa.

Le proteste giovanili della generazione Z, esplose nelle scorse settimane, hanno assunto forma di un colpo di stato, dopo l’adesione alla protesta dell’unità militare di élite sabato scorso e la fuga del presidente Rajoelina. Attualmente il controllo è stato assunto dai militari. Cosa mi dici?
Che ti dico, cara Eleonora? Che mi stressano soprattutto le notizie che gli amici continuano, affettuosamente, a inviarmi sulla situazione in Madagascar. Ne sono più che informata, ma ormai è tutto deciso e non mi tirerò indietro. So di poter contare sui padri che ci ospiteranno e speriamo che tutto vada bene. Sono cose, vedi, che vanno organizzate con anticipo e in Africa l’instabilità può sempre cambiare gli scenari, ne siamo consapevoli. Nessuno ha detto che sia una gita di piacere.
Spiegami cosa andrete a fare nel concreto.
La nostra presenza lì ha una sua utilità. È necessario sempre guardare con i propri occhi quando ci si impegna con chi ha inviato gli aiuti e con chi ne deve usufruire. E poi le necessità delle persone devono essere valutate direttamente. Le persone vanno guardate negli occhi. Ovviamente ci sarà prima di tutto l’inaugurazione della struttura.
I medici presenti nella clinica sono locali, ma mi dicesti che arriverà anche da qui personale di supporto.
In una seconda fase andranno dei volontari a offrire il loro aiuto e le loro competenze per rendere autonoma la struttura. Sarà necessario creare un campo-lavoro con medici volontari ginecologi, pediatri e infermieri. Ma, per farlo è necessario prima capire bene cosa serve, in termini di strumentazioni e farmaci, per organizzare altre spedizioni. Pensa che ci sono già due ambulanze pronte per il prossimo invio. Poi, oltre ai farmaci serve materiale scolastico. Visiterò anche i dispensari medici del territorio per valutare la necessità di invio di farmaci, che già sono stati raccolti e che continuano a essere inviati. Con noi porteremo due valige piene di medicinali.
So che hai un dono da portare da parte del nostro vescovo.
Sì, S.E. Arturo Aiello mi ha consegnato un calice d’altare da donare al provinciale della missione redentorista in Madagascar, in segno di fratellanza, quello che in termini laici può essere considerato una sorta di gemellaggio. La nostra diocesi si manifesta vicina a quello che nel concreto noi volontari cerchiamo di mettere in pratica in queste periferie del mondo.
L’area di utenza di questo presidio sanitario è vasta?
Sì, molto vasta, potremmo valutarlo in termini di oltre ventimila persone.
L’importanza della logistica
Gennaro Iannaccone è un volontario della onlus dei padri redentoristi e del gruppo missionario della parrocchia di San Tommaso di Avellino. Grazie alla sua esperienza lavorativa nella logistica di un’azienda metalmeccanica, offre un supporto indispensabile a progetti come quello che ci ha descritto Elvira. Ci spiega cosa c’è dietro l’invio di materiali, convinto sostenitore dell’attività missionaria e della collaborazione con altre realtà, come quella che abbiamo imparato a conoscere.

Come si concretizza l’opera dei gruppi missionari redentoristi, di cui fa parte?
Dal 1967 la missione redentorista è attiva in Madagascar, scavando pozzi, fondando cliniche e molto altro. Dall’anno scorso abbiamo cominciato gli invii dei container da Avellino, grazie alla collaborazione con l’APS Avellino per il mondo. Non mi sono mai recato personalmente in Madagascar, ma il nostro parroco, don Lorenzo, è stato missionario lì per quattordici anni. Attualmente tutti i sacerdoti lì sono locali. E le opere realizzate dalla missione sono una sessantina. Ce c’è anche il progetto di una nuova clinica ostetrica, in un’altra zona.
Ci parli dell’organizzazione della logistica.
Le spiego subito. Per quanto riguarda i dispensari medici, utili perché i farmaci devono arrivare da fuori, rimasero vuoti dopo il blocco dei trasporti dovuto al Covid-19. Oggi si lavora per reintegrare le scorte necessarie alle esigenze della popolazione. Qui entra in gioco la logistica, perché l’organizzazione materiale del carico deve tenere conto delle date di scadenza dei farmaci e dei tempi di percorrenza allungati di molto dalla necessità di evitare il canale di Suez. Sa che ci vogliono tre mesi per fare arrivare una spedizione in Madagascar?
Certo, la crisi innescata dagli attacchi degli Houti nel 2023 non accenna a rientrare, purtroppo, rendendo in particolare impossibile alle navi container percorrere una rotta che aveva cambiato completamente i commerci internazionali dall’apertura dello stretto nel 1869. E questo, ovviamente, ha la sua ricaduta sui costi di spedizione, che lievitano molto. Elvira dice che in otto giorni i container arrivano in Senegal, luogo di un altro importante progetto realizzato da APS Avellino per il mondo. Qui si parla di tre mesi. Eppure, per il costo e il valore della merce, donata e trasportata a destinazione, la spesa vale l’impresa, come si suol dire.
Dobbiamo ringraziare la ditta Palladino trasporti di Avellino che ci ha concesso gli spazi per lo stoccaggio dei materiali, rendendoci più agevole il lavoro. Nei locali messi a disposizione dal comune faccio la prima cernita dei materiali, i ritiri meno voluminosi li faccio personalmente.
Comunque noi rimaniamo per il momento concentrati sui medicinali da raccogliere e portare in Madagascar, così come sul materiale scolastico. A loro manca anche la carta su cui fare i compiti. L’obiettivo è quello, una volta rimpinguate le consistenze dei dispensari, di fare invii periodici di approvvigionamento. Chiaramente in accordo con le condizioni governative. In passato abbiamo subito anche dei dazi pesanti e l’aggravio di una corruzione dilagante. La logistica è anche saper posizionare e imballare i materiali, evitando che vengano sottratti all’arrivo. O almeno cercando di limitare questo tipo di danno. Ma siamo coscienti di ciò e sappiamo come proteggere ciò che ci viene affidato. La logistica ovviamente è l’ultima fase di tutto il lavoro.
Quanto è importante il volontariato per realizzare questi progetti!
Si tratta di passione. Sono impegnato in diversi settori di questa attività, dal consiglio pastorale alla commissione cultura e spettacolo al comitato feste parrocchiale e sono volontario a San Gerardo.

Abbiamo incontrato due persone che ci hanno messo la faccia, le braccia, le notti in bianco con la responsabilità di avere fatto tutto ciò che andava fatto, di avere organizzato ogni minimo particolare. Con il pensiero che tutto arrivi in sicurezza a chi ha bisogno. Questo è il lavoro dei volontari. Ringraziamo perciò i missionari redentoristi e l’APS Avellino per il mondo, della diocesi di Avellino, augurando ad Elvira di fare un buon viaggio, portando con sé la speranza in un mondo più giusto per tutti!

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