Leggerezza e flessibilità: il Metodo Feldenkrais

 

07-03-2014

Leggendo dal sito dell’Istituto di Formazione Feldenkrais sono stati moltissimi gli spunti di riflessione perché, a cominciare dal suo fondatore a finire a come sono state applicati i suoi principi,  si susseguono, nella lettura, continui intrecci fra teoria e pratica, vita vissuta e filosofia di vita; tante sono le frasi da cui trarre insegnamento e ispirazione.

Una, ad esempio, che mi ha colpito sin dalla prima lettura e ogni volta che sono andata a rileggerla per meglio documentarmi e approfondire, è stata: “  E così leggerezza e flessibilità diventano un modo di stare al mondo!”

In queste parole,…

così semplici, è racchiuso l’insegnamento di come  agire e di pensare o viceversa: le sensazioni si trasmettono dal piano fisico allo stato d’animo e ai pensieri.

Non si parla mai di disciplina, di regole, di comportamenti ma di metodo e il metodo è qualcosa che si impara per se stessi e poi si trasmette agli altri modificandolo a seconda dei soggetti interessati.

Ecco: questa è l’idea che mi sono fatta di, appunto, il Metodo Feldenkrais.

Il Metodo Feldenkrais prende il nome dal suo fondatore ed è il frutto della sinergia di conoscenze disparate applicate all’essere umano.

 Nato nel 1904 Moshe  Feldenkrais  è stato, infatti,  un grande studioso, uno scienziato curioso e sensibile, che ha avuto brillanti intuizioni sul funzionamento del nostro sistema nervoso, successivamente confermate dalle neuroscienze. Appassionato sin da giovanissimo di arti marziali è stato anche studioso delle teorie sistemiche e di ipnosi. Nel 1936 egli divenne una delle prime cinture nere di Judo dell’Europa. Conseguì la laurea in ingegneria meccanica ed elettrica, fu ricercatore di fisica nucleare e lavorò con  il genero di Madame Curie a Parigi.  Per evitare un rischioso intervento al ginocchio, iniziò a sperimentare dei piccoli movimenti su di sé iniziando a individuare le sottili connessioni neuro-muscolari inconsce tra tutte le parti del corpo e fu così che iniziò ad aprirsi la strada per il suo Metodo basato sull’osservazione e sull’auto-educazione.

Feldenkrais partì, quindi, da un suo problema fisico ma comprese bene e presto che ciò che aveva pensato avrebbe potuto aiutare molti. Egli lavorava sui movimenti del corpo e applicò le sue teorie a tanti problematiche diverse. Inizialmente io sono stata incuriosita proprio dalla questione dei movimenti perché sono abituata a pensarli come istintivi: il modo in cui ognuno di noi cammina, come fa funzionare le braccia, le mani o anche il collo quando gira la testa o la spina dorsale quando ci si abbassa e mi riusciva difficile pensare ad un modo di “gestirli”, organizzarli, come citavo prima, secondo leggerezza e flessibilità

Imparare a leggere o a guidare è qualcosa che ci viene insegnato e che si  impara a fare per sempre ma qual è il modo giusto per abbassarci senza contare fino dieci? Come si può riuscire a farlo con consapevolezza?

Mara Della Pergola è l’unica italiana che ha avuto la fortuna di conoscere e formarsi con Moshe  Feldenkrais. Spinta dal desiderio di “inventarsi” un lavoro che tenesse conto della relazione movimento -pensiero – emozioni e incuriosita dalla figura di Feldenkrais , giacché allora non si parlava di metodo ma si cercava di studiare con lui, di cui cominciava a sentirsi parlare in Europa, Mara decise di andare a conoscerlo nel 1979 a Tel Aviv e lì ebbe una lezione individuale che la affascinò così tanto che decise di iscriversi al corso di formazione che si tenne a Amherst in Massachusetts.

Mara racconta sul sito: “ Non si trattava di imparare una tecnica codificata, ma di studiare con una persona speciale, che grazie ai suoi studi e alle sue intuizioni era riuscita a creare  un ponte tra le leggi scientifiche e la consapevolezza umana. Il risultato era un approccio alla persona unico, originale e in continua evoluzione”.

Dopo la formazione Mara decide di diventare insegnante del Metodo e fonda nel  1988 l’Istituto di Formazione Feldenkrais di Milano organizzando, con Ruthy Alon direttrice pedagogica, la prima formazione, con una sessantina di partecipanti. Attualmente dirige l’ottavo corso di formazione in Italia e insegna nelle formazioni e post formazioni in Europa e negli Stati Uniti. Insegna regolarmente nel suo Centro a Milano, dove vive.

Nel 1987, assieme ai colleghi italiani che allora frequentavano la formazione della scuola di Parigi, fonda l’Associazione Italiana Insegnanti del Metodo Feldenkrais (AIIMF), di cui è stata presidente fino al 1992.

Il  Metodo è adatto a qualsiasi tipo di persona e di età ed è insegnato in due modalità: lezioni collettive dette CAM (Consapevolezza Attraverso il  Movimento® ) e  lezioni individuali dette IF (Integrazione Funzionale ®).

È un valido aiuto per chi ha problemi specifici di tipo neuromotorio e ortopedico, dolori muscolari e tensioni, per chi ha problemi posturali o scoliosi, per chi ha subito interventi o traumi da incidenti ma anche per chi vuole perfezionare le proprie prestazioni come musicisti, attori e sportivi.  Ha il pregio di stimolare l’innata capacità del sistema nervoso di apprendere senza limiti e di migliorare le proprie funzioni.

Il tutto, ovviamente, senza stress.

Indubbiamente la buona riuscita dipende dalle capacità dell’insegnante che deve accorgersi del “modo in cui gli allievi organizzano i movimenti della quotidianità”.

In una sezione del sito Mara descrive due casi che lasciano davvero un segno in chi li legge; mi hanno “attirato come una calamità” aiutandomi  a comprendere l’applicazione del Metodo e soprattutto i grandi risultati che può ottenere: benefici che partono dal fisico, dall’agire, dal movimento ma fanno bene anche alla personalità che pian piano viene fuori. Si prende coscienza di sé, è come se riuscendo a mettere nel modo giusto i “piedi per terra”, si riuscisse a pensare meglio, a vivere meglio la propria quotidianità e i propri problemi.

Le scienze ci insegnano che ad uno stimolo vi è una risposta ma ho l’impressione che il Metodo Feldenkrais vada oltre: è come se utilizzasse il movimento corporeo per accompagnare le persone verso la consapevolezza.

Mi viene in mente di chiedere a Mara che cosa le abbiano chiesto i pazienti e che cosa chiedono quando si recano per la prima volta la lei.  Nel metodo rientra sicuramente l’osservazione dopo l’ascolto poiché nei casi descritti è l’occhio vigile di Mara che riesce a captare da dove si debba partire.

“Noi non siamo terapisti della riabilitazione, ma insegnanti, anche se spesso chi viene da me ha dei dolori o dei problemi motori. A volte mi accorgo che le persone non sanno proprio cosa stanno facendo quando si muovono, non si sentono, non hanno una chiara immagine di se stessi e il mio lavoro consiste proprio nel ridurre il divario tra quello che fanno e quello che invece pensano di fare. E’ quindi un’educazione all’ascolto di sé, al riconoscere le proprie abitudini e trovare modi più facili ed economici per fare quello che già stanno facendo”.

Riguardo, invece, la formazione che dura ben quattro anni (a conferma di quanto sia impegnativo e scrupoloso l’apprendimento) del Metodo, chiedo che tipo di persone desiderano fare la formazione: professionisti nel campo delle scienze motorie, o piuttosto terapisti della riabilitazione o medici e psicologi.

“La formazione attira terapisti, professionisti di diverse discipline corporee, insegnanti, psicologi e artisti, ma anche persone che desiderano diventare più consapevoli e che quindi vogliono intraprendere un percorso di crescita personale. E’ un apprendimento che parte dall’esperienza corporea individuale (ma non esclude lo studio!) e che forma qualificati insegnanti del Metodo, oppure fornisce eccezionali strumenti di osservazione e di analisi a chi decide semplicemente di applicarlo alla propria professione Per fare un esempio un insegnante di Yoga insegnerà Yoga in modo più efficace, un musicista suonerà molto meglio o insegnerà a suonare con più precisione e creatività, un fisioterapista terrà in maggior considerazione l’insieme del suo paziente”.

 

Grazie a Mara Della Pergola e buon lavoro.

Maria Paola Battista

 

Per saperne di più: http://www.istitutofeldenkrais.it/

 

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