Napoli. Un incontro non scontato avvicina i bambini all’Arma
Venerdì 30 aprile a Napoli, presso l’Associazione Annalisa Durante, in via Vicaria Vecchia a Forcella, si è svolto un incontro significativo tra i bambini e l’Arma dei Carabinieri. In un luogo simbolico l’omonima “Biblioteca a porte aperte”, un presidio culturale e sociale nato nel 2005 per riscattare il quartiere dopo l’uccisione della quattordicenne nel 2004.
L’ incontro-concerto si è realizzato grazie al Comando Napoli Stella nelle vesti del maggiore Marzia La Piana e della Dirigente Scolastica Tiziana D’Isanto. Un’iniziativa che ha coinvolto i bambini della scuola Confalonieri-Ristori con la Fanfara del 10° Reggimento Carabinieri “Campania”, rappresentando molto più di un semplice momento musicale: è un investimento concreto nella costruzione di una cultura della legalità, fondata sul dialogo, sulla fiducia e sulla conoscenza reciproca.
La presenza di un’istituzione come l’Arma dei Carabinieri, spesso percepita dai più giovani, soprattutto in contesti complessi, come distante o addirittura ostile, assume in questo caso un volto diverso, accessibile e umano. Attraverso la musica, linguaggio universale e immediato, si abbattono barriere invisibili e si crea uno spazio condiviso in cui l’uniforme non è più simbolo di controllo, ma di vicinanza e servizio.

La Fanfara del 10° Reggimento Carabinieri “Campania”, diretta dal Luogotenente Carica Speciale Maestro Luca Berardo, ha saputo coinvolgere i bambini con un repertorio moderno e riconoscibile, includendo brani contemporanei come “Per sempre sì” di Sal Da Vinci. Questo tipo di scelta artistica non è casuale: avvicinare i giovani attraverso ciò che conoscono e amano è una strategia efficace per costruire ponti culturali ed emotivi.
In quartieri come Forcella, dove le sfide sociali possono alimentare diffidenza verso le istituzioni, eventi del genere diventano strumenti fondamentali di educazione civica. I bambini, entusiasti, hanno potuto osservare “la divisa” da una prospettiva diversa: non più distante e autoritaria, ma vicina, parte della comunità, capace di dialogo e di empatia.
Promuovere la cultura della legalità significa anche questo: creare occasioni di incontro positivo tra cittadini e istituzioni fin dalla giovane età. Quando un bambino associa l’uniforme a un’esperienza piacevole, condivisa e rispettosa, si gettano le basi per una relazione futura più consapevole e collaborativa con lo Stato.
In definitiva, iniziative come questa dimostrano che la legalità non si impone soltanto attraverso regole e sanzioni, ma si costruisce giorno dopo giorno attraverso relazioni, esempi e momenti di condivisione autentica. La musica, ancora una volta, si conferma uno strumento potente per educare, unire e trasformare.

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