PARTE IL PREMIO NAZIONALE DELLE ARTI AL CIMAROSA DI AVELLINO. A.BATTISTA: «SPERO IN UN FUTURO PIU’ ‘FEMMINILE’ NEL SETTORE»

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I PROSSIMI 3, 4 E 5 LUGLIO AL CONSERVATORIO LA GARA TRA GLI STUDENTI D’ARTE ITALIANI

È diventato un appuntamento fisso quello del Premio delle Arti al Conservatorio di Avellino. Grazie alla presenza di un settore molto seguito e all’avanguardia nel campo delle nuove tecnologie musicali, l’istituto viene individuato per la quarta volta come sede del più ambito premio promosso dal Miur per gli studenti dei Conservatori e delle Accademie di belle arti in Italia, il “Premio Nazionale delle Arti – Sezione Musica elettronica e Nuove tecnologie” giunto alla XII edizione .

20 i Conservatori partecipanti con 70 studenti provenienti da ogni parte d’Italia, 40 i concerti da lunedì 3 a mercoledì 5 luglio per una tre giorni fitta di appuntamenti nell’Auditorium «Vincenzo Vitale» di piazza Castello.

Il Premio nella scorsa edizione (2015) fu dedicato al direttore d’orchestra Claudio Abbado, in sua memoria, e ne prese in quell’occasione il nome. Quest’anno il Premio riprende la sua tradizionale dicitura.

La manifestazione legata al Premio, come accaduto nelle passate edizioni, è stata preparata e realizzata grazie alla partecipazione attiva degli studenti di I e II Livello della Scuola di Musica Elettronica, guidati dai docenti Massimo Aluzzi e Alba Francesca Battista che hanno saputo conseguire risultati eccellenti, documentati dalle innumerevoli attestazioni di apprezzamento per la qualità, l’accoglienza, la logistica e l’efficienza pervenute da docenti e allievi dei vari istituti di Alta formazione musicale italiani.

Abbiamo chiesto proprio ad Alba Battista di parlarci delle ragioni di questa scelta.

«Uno dei motivi principali per cui Avellino è divenuta sede del Premio è la grande partecipazione attiva dei nostri studenti alla realizzazione di una kermesse estremamente complessa con circa 40 esibizioni che richiedono allestimenti diversi di palco» ha risposto la docente. «Questo Conservatorio» ha continuato «ha investito molto negli anni nella formazione degli allievi che seguono l’indirizzo tecnologico, ottenendo un’ottima risposta e per questo motivo la direzione ci ha anche premiato con una commissione esaminatrice eccezionale, costituita da veri e propri “mostri sacri” della musica elettronica e sperimentale quali Alvin Curren, Ivan Fedele e Simon Emmerson».

Sull’evoluzione che il Premio ha avuto in questi anni la professoressa Battista ha sottolineato un aspetto «Rispetto alle precedenti edizioni quest’anno abbiamo anche due donne tra i partecipanti. Per me è ancora troppo poco, ma si tratta di un segnale di crescita. Sono convinta che le donne siano più creative e abbiano una marcia in più e risentano meno dei pregiudizi, non avendo, in genere, una pregressa formazione nel pop elettronico, il che permette loro di liberare più facilmente questa creatività. Purtroppo difficilmente, a quanto pare, le donne scelgono questi percorsi formativi. Non dispero comunque in un futuro più “femminile”».

Abbiamo chiesto ad Alba Battista anche se ci sarà la possibilità di incontrare i membri della giuria nei giorni dedicati al Premio. «Certamente» ci ha risposto «In ognuno dei tre giorni, oltre alle due sessioni di concerti dei finalisti, alle 19,00 ci sarà un appuntamento/seminario con uno dei componenti, a cui gli studenti e gli interessati potranno partecipare».

Nel corso della XII edizione del Premio Nazionale delle Arti verranno eseguite le 36 opere selezionate dai Conservatori italiani di Avellino, Bari, Bologna, Bolzano, Como, Cuneo, Frosinone, Genova, L’Aquila, Latina, Lecce, Milano, Napoli, Parma, Perugia, Roma, Salerno, Torino, Trapani e Trieste.

Quest’anno la giuria del Premio Nazionale delle Arti – Sezione Musica elettronica e Nuove tecnologie sarà composta dai tre musicisti: Alvin Curran, compositore elettroacustico, pioniere dell’improvvisazione e fondatore del Mev, Musica Elettronica Viva, una delle esperienze musicali più entusiasmanti del XX secolo; Ivan Fedele, compositore e direttore della Biennale d’Arte di Venezia – sezione Musica; Simon Emmerson, compositore elettroacustico, autore della formalizzazione dell’estetica del live electronics e tra i massimi esponenti della disciplina dell’analisi musicale contemporanea. I commissari cureranno un proprio seminario durante le giornate dedicate al Premio.

ALVIN CURRAN (Providence-USA, 13 dicembre 1938) ha realizzato una carriera lunga e fruttuosa come compositore, performer, installazionista, scrittore e insegnante sulla scia della tradizione americana di musica sperimentale. Ha studiato con Ron Nelson, Elliott Carter e Mel Powell e ha cofondato il gruppo Musica Elettronica Viva nel 1966 a Roma, dove vive tuttora. La sua musica, che si tratti di opere cameristiche, di arte radiofonica, di performance solistiche o di teatro ambientale a grande scala, abbraccia tutti i suoni, tutti gli spazi, tutte le persone. Ha insegnato all’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica di Roma (1975-1980), al Mills College (1991-2006), alla Hochschule für Musik Mainz (2011). Scrive molto di musica, della sua musica, di quella di altri artisti e ha pubblicato più di 30 album personali e più di 60 in collaborazione. Premi e riconoscimenti: Bearns Prize, il premio BMI (1963), National Endowment for the Arts (1977, 1983), premio dal progetto NPR di distribuzione satellitare (1983-84), DAAD (1963-64 e 1986-87), premio internazionale Ars Acoustica (Westdeutscher Rundfunk, 1989), Premio Italia (premio speciale 1988), premio Novecento (città di Pisa, 1993), Premio Leonardo di Eccellenza (1995), Premio Famiglia Hass (San Francisco 1997), Fondazione Fromm (Harvard, 1998), Meet the Composer (per innumerevoli concerti negli anni), intervistato per il progetto di storia orale della musica americana di Yale (nella categoria “Maggiori figure nella musica americana”), Fondazione Guggenheim (2004), Ars Electronica (2004), Phonurgia Nova (2005), Experimental Music Studio (Freiburg 2006, 2007), Professorato “Media Convergence” (Johannes Gutenberg-Universität, Mainz, 2011), Elson Lectureship (Harvard, 2012).

IVAN FEDELE (Lecce, 1953) Ha compiuto gli studi pianistici con B. Canino, V. Vitale e I. Deckers e di composizione con R. Dionisi, A. Corghi e F. Donatoni. Suoi docenti alla Facoltà di Filosofia dell’Università di Milano sono stati, tra gli altri, E. Paci, L. Geymonat, R. Mangione e R. Cantoni. Il catalogo di Ivan Fedele comprende un centinaio di titoli ai quali si è aggiunto Antigone, opera commissionata dal Teatro Comunale di Firenze per l’apertura del Maggio Fiorentino 2007, che è stata insignita del XXVII Premio “Franco Abbiati” dell’Associazione Critici Musicali Italiani come migliore “novità assoluta del 2007”. Oltre a numerosi lavori da camera, molte sono le composizioni per orchestra sola, con strumento concertante o sinfonico-vocali di cui En archè, 33 noms (Commissione del Teatro alla Scala di Milano) e La pierre et l’étang (…les temps…) sono le più recenti. La sua musica è stata diretta, tra gli altri, da Boulez, Eschenbach, Chung, Saalonen, Muti, Pappano, Slatkin, Robertson, Kalitze, Wit, Valade e Rophé ed eseguita da orchestre e ensemble quali BBC, Radio di Berlino, Orch. Sinf. di Chicago, SWR di Stoccarda, National de France, National de Lyon, Orch. Sinf. di Varsavia, OSN della RAI, S. Cecilia, Ensemble Intercontemporain, London Sinfonietta, Klangforum Wien, ecc. Ivan Fedele svolge anche un’intensa attività didattica che lo ha visto presente in importanti istituzioni come l’Università di Harvard, l’Università di Barcellona, la Sorbona e l’IRCAM di Parigi, l’Accademia Sibelius di Helsinki, l’Accademia Chopin di Varsavia, il Centro Acanthes di Avignone, il CNSM di Lione e il CNR di Strasburgo. Nel 2000 è stato insignito dal Ministro della Cultura Francese dell’onorificenza di “Chevalier de l’Ordre des Lettres et des Arts”. Dal 2009 al 2011 è stato direttore artistico dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano. Il Consiglio di Amministrazione della BIENNALE DI VENEZIA ha nominato Ivan Fedele direttore artistico del Settore Musica per il quinquiennio 2012-2016, incarico che gli è stato riconfermato fino al 2019. Nel 2016 la Fondation de France gli ha conferito il Prix International “Arthur Honegger”, per l’insieme della sua opera.

SIMON EMMERSON (Regno Unito, 1950) È un compositore di musica elettroacustica che lavora principalmente con elettronica dal vivo. È nato a Wolverhampton, Regno Unito, il 15 settembre 1950. Dal novembre 2004 Emmerson è stato professore di tecnologia e innovazione musicale all’Università De Montfort di Leicester, dopo ventiquattro anni come direttore degli studi di musica elettroacustica presso la City University di Londra. Il suo catalogo conta commissioni per Intermodulazione, Singcircle, Option Band, Lontano, Jane Manning, Philip Mead, Jane Chapman e molti altri. Ha inoltre completato commissioni puramente elettroacustiche dall’IMEB (Bourges), dal GRM (Parigi) e dal Festival di Inventionen (Berlino). È stato il primo vincitore del Premio Bourges Electroacoustic Awards nel 1985 per il suo lavoro Time Past IV (soprano e nastro). Ha contribuito ed ha curato The Language of electroacoustic music nel 1986 per MIT Press, uno dei testi più importanti nell’individuazione dell’estetica musicale contemporanea, tuttora in stampa. Il suo libro Living Electronic Music è il primo testo che tenta di formalizzare la prassi esecutiva contemporanea con elettronica. La sua costante attività di ricerca lo rende punto di riferimento per tutta la comunità che si occupa di musica elettroacustica.

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About Eleonora Davide

IL DIRETTORE RESPONSABILE Giornalista pubblicista, è geologa (è stata assistente universitaria presso la cattedra di Urbanistica alla Federico II di Napoli), abilitata all’insegnamento delle scienze (insegna in istituti statali) e ha molteplici interessi sia in campo culturale (organizza, promuove e presenta eventi e manifestazioni e scrive libri di storia locale), che artistico (è corista in un coro polifonico, suona la chitarra e si è laureata in Discipline storiche della musica presso il Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino). Crede nelle diverse possibilità che offrono i mezzi di comunicazione di massa e che un buon lavoro dia sempre buoni risultati, soprattutto quando si lavora in gruppo. “Trovo entusiasmante il fatto di poter lavorare con persone motivate e capaci, che ora hanno la possibilità di dare colore e sapore alle notizie e di mettere il loro cuore in un’impresa corale come la gestione di un giornale online. Se questa finestra sarà ben utilizzata, il mondo ci apparirà più vicino e scopriremo che, oltre che dalle scelte che faremo ogni giorno, il risultato dipenderà proprio dall’interazione con quel mondo”.

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