UN CIMAROSA TUTTO DA SCOPRIRE NELLE SONATE PER PIANOFORTE

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DARIO CANDELA PRESENTA AL CONSERVATORIO DI AVELLINO L’INCISIONE DELL’INTEGRALE DELLE SONATE DEL MUSICISTA AVERSANO

Un progetto ammirevole quanto foriero di sorprese quello che ha messo in campo il pianista-musicologo Dario Candela, dando un suono alle 88 Sonate finora ritrovate di Domenico Cimarosa. Il volume I (CD ed. Dynamic 2016) con le prime 44 è già stato pubblicato, mentre è prossima l’uscita degli altri due.

L’occasione per parlarne nel capoluogo irpino è offerta dalla rassegna “Corollario Italiano”, che ha sede per il terzo anno consecutivo presso il Conservatorio di Avellino, intitolato al grande compositore settecentesco, grazie all’idea della docente Maria Pia Cellerino. A chiudere la sessione primaverile della rassegna, martedì 30 maggio alle 20,00 nell’Auditorium “V.Vitale” sarà l’incontro con Candela, cui parteciperà anche Enrico Baiano, e un recital in cui il pianista presenterà alcune delle Sonate Scelte dal I e II vol. (Rev. Andrea Coen Ed. Zanibon) e le Quattro Ballate di F. CHOPIN agli allievi dell’Istituto e al pubblico.

Gli abbiamo quindi posto alcune domande riguardo allo studio da lui condotto.

Maestro, quali le fonti utilizzate per il suo progetto editoriale?

Il materiale reperito riguarda le copie manoscritte di ben 88 sonate, trascritte da altra mano; purtroppo non è stato possibile rinvenire gli autografi; questi documenti erano sparsi un po’ in giro, da Firenze, a Londra a Napoli. Già furono riuniti in un volume unico alcuni anni fa e non escludo che si possano trovare delle altre sonate. Queste rappresentano una testimonianza importante della produzione musicale del compositore, che fu noto soprattutto per le sue opere, ma devo ammettere che Cimarosa è ancora, ingiustamente, poco conosciuto nel mondo, oscurato dal genio di Scarlatti che invece gode tuttora di gran fama.

Qual è stato lo scopo di questo studio?

Ho scoperto la grande produzione strumentale di Cimarosa, da cui emerge una grande creatività, paragonabile a quella di Mozart; nelle sonate non troviamo mai un tema uguale all’altro. Cedo sia giusto che che venga riscoperto il valore di una musica che veniva composta per diletto; si tratta di un aspetto, secondo me, molto importante nella storia della musica, che noi interpreti spesso trascuriamo. D’altra parte non vorrei che questo studio rimanesse relegato ad una funzione meramente didattica, perché le Sonate meritano di essere suonate e suonate bene. D’altra parte, nel rapportarmi al testo musicale, ho dovuto fare più volte i conti con un compositore dalla scrittura sintetica ma, attingendo alle prassi esecutive proprie del periodo e alle raccomandazioni dello stesso Emanuel Bach riguardo all’interpretazione degli abbellimenti e alle eccezioni della prassi italiana, ho ho cercato di offrirne un’interpretazione ipotetica seppure storicamente informata, una possibilità verosimile di ciò che Cimarosa aveva creato.

Per quanto riguarda l’uso dello strumento?

Andrea Coen aveva realizzato una incisione per clavicembalo delle Sonate qualche anno fa, sebbene Cimarosa indicasse in partitura il fortepiano. Il pianoforte è più vicino a questo strumento, ma sono sicuro che Cimarosa, che era stato in Russia per un periodo e nelle maggiori corti europee, avrà avuto modo di sperimentare strumenti diversi, anche più moderni per l’epoca.

Lei è stato allievo di Aldo Ciccolini e ha scritto anche il libro sul grande pianista scomparso qualche anno fa (Conversazioni con Aldo Ciccolini, ed. Curci, 2012). Ritiene di appartenere al grande filone interpretativo della Scuola Pianistica Napoletana?

In verità, dopo il diploma a Napoli, sono andato a Losanna in Svizzera dove ho studiato con un maestro che era stato allievo dell’argentino Scaramuzza, di scuola napoletana; dopodiché mi sono trasferito a Parigi, dove ho incontrato Aldo Ciccolini, un altro eminente esponente di tale scuola, di cui scoprivo il ramo francese; infine, sono stato allievo di Sergio Fiorentino, che ne rappresenta un altro ramo. Quindi sì! Mi sono formato attraverso rami diversi di questa grande scuola, si potrebbe dire per caso.

Non credo che si tratti di un caso, piuttosto alla scelta che lei ha fatto di maestri di cui condivideva la sensibilità. 

Sì lo credo anche io, in effetti.

I suoi prossimi impegni?

La serie di presentazioni delle registrazioni delle Sonate di Cimarosa si concluderà a novembre nella Salle Cortot, in uno degli auditorium più prestigiosi del mondo. Attendo questa occasione con particolare emozione.

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About Eleonora Davide

IL DIRETTORE RESPONSABILE Giornalista pubblicista, è geologa (è stata assistente universitaria presso la cattedra di Urbanistica alla Federico II di Napoli), abilitata all’insegnamento delle scienze (insegna in istituti statali) e ha molteplici interessi sia in campo culturale (organizza, promuove e presenta eventi e manifestazioni e scrive libri di storia locale), che artistico (è corista in un coro polifonico, suona la chitarra e si è laureata in Discipline storiche della musica presso il Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino). Crede nelle diverse possibilità che offrono i mezzi di comunicazione di massa e che un buon lavoro dia sempre buoni risultati, soprattutto quando si lavora in gruppo. “Trovo entusiasmante il fatto di poter lavorare con persone motivate e capaci, che ora hanno la possibilità di dare colore e sapore alle notizie e di mettere il loro cuore in un’impresa corale come la gestione di un giornale online. Se questa finestra sarà ben utilizzata, il mondo ci apparirà più vicino e scopriremo che, oltre che dalle scelte che faremo ogni giorno, il risultato dipenderà proprio dall’interazione con quel mondo”.

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