L’eroismo delle donne nel romanzo La tenuta dei melograni di Vincenza D’Esculapio
Quello di Vincenza D’Esculapio è un romanzo che si può definire storico, d’amore, di riscatto sociale.
È un romanzo storico perché sono inseriti nella trama avvenimenti fondamentali dell’arco di tempo che comprende più di un secolo, dal 1837 al 1956. Essi non solo fanno da contesto alla trama, ma diventano vita vissuta e narrata attraverso gli occhi delle protagoniste come una cronaca.
È un romanzo d’amore perché questo è presente come sentimento basilare e imprescindibile nelle sue diverse accezioni: di coppia, filiale, familiare, per la propria terra, verso gli altri.
È un romanzo di riscatto sociale perché tratta della lotta contro il governo borbonico e contro la condizione delle donne nella società e nella politica.
Tre elementi essenziali che l’autrice ha ben miscelato e la sua abilità professionale le ha consentito di organizzare il tutto con omogeneità per tessere una trama interessante e accattivante.
Vi sono raccontate tre generazioni di donne. La prima parte riguarda il personaggio di Ginevra. Figlia del cavaliere Alfonso e Teresa Lo Cascio, nasce a Palermo nel 1827; sposa Ruggero di Chiaromonte, avrà due figli: Brigida e Tancredi.
Ginevra è una protagonista; una donna bella nell’aspetto, gentile nei modi, volitiva e battagliera. La sua vita si svolge nell’essere una moglie amabile, una mamma premurosa, ma soprattutto una donna antesignana per la società del tempo, che riflette una Sicilia ancora legata a principi di arretratezza sociale. Amante della cultura al punto da lottare per spezzare quei vincoli che tenevano strette le donne, di ogni ceto sociale, a una situazione di sottomissione e condurle verso una forma di indipendenza.
Interessandosi alla scrittura, alla poesia e al giornalismo, allaccia contatti con tante donne di cultura del tempo attraverso circoli culturali e alla fondazione dell’associazione femminile “La legione delle Pie Sorelle”, di matrice religiosa, basata su principi democratici. Le iscritte si dedicavano a opere di carità, all’alfabetizzazione di tutti e in particolare delle donne, partecipando anche a eventi politici, come la rivoluzione del 1848.
Nella seconda parte del romanzo la protagonista è Brigida. Sposa di Manfredi, duca di Acquaviva, figlio dell’austero e potente duca Rinaldo.
Vive nella Tenuta dei Melograni, felice come donna e moglie che guarda a un futuro radioso continuando a credere nei principi inculcati dalla madre Ginevra.
Ma la vita, si sa, è piena di imprevisti e spesso ti mette di fronte a scelte dolorose che diventano necessarie per la propria sopravvivenza. È quanto accadrà alla nostra protagonista, che vivrà tanti cambiamenti radicali e dolorosi.
Si trasferirà a Napoli e continuerà a vivere con nostalgia ma con determinazione, sempre rispettando i principi e gli ideali che aveva appreso dalla sua educazione.
La storia continuerà con un altro personaggio femminile, Tecla, che ventenne andrà in sposa a Ferdinando De Cespedes.
Tanti sono i personaggi che incontriamo; anche se secondari, sono un corollario di sostegno per l’intera trama.
Lo stile narrativo è elaborato e garbato. La trama è originale nell’esposizione, il narratore interno a volte cede il posto al narratore esterno: una tecnica che prende il lettore creando un filo diretto con il personaggio.
Si notano momenti descrittivi accattivanti, che ti immergono in paesaggi e ambienti meravigliosi, analizzati con una minuziosa attenzione e precisione. Essi conducono a fare un piacevole viaggio in diverse località della Sicilia e camminare per le strade di Napoli tanto note.
L’autrice colpisce ancora il lettore con le sue similitudini e analogie, spesso inserite nella narrazione come dovuto arricchimento e ornamento, diventano un tocco stilistico e poetico appropriato.
Frequenti e dinamici i dialoghi tra i personaggi, atti a rendere più viva e scattante la scena e far venire fuori i loro caratteri. Brillante l’inserimento di espressioni e termini dialettali siciliani e napoletani, un abbellimento ma anche una necessità.
Il romanzo La tenuta dei melograni di Vincenza D’Esculapio è una piacevole e accattivante lettura, che suscita tanto interesse nel lettore, emozionandolo e coinvolgendolo in una serie di avvenimenti ricchi di curiosità.
Si rivive il periodo storico attraverso la vita dei personaggi, ma diventa un contesto di vita attuale nella quale le donne agiscono affrontando la realtà piena di difficoltà con sacrificio, sopportazione e abnegazione, fino a diventare eroine di una società che non sempre riconosce i diritti spettanti.

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