Pathemata Mathemata, soffrire per rinascere di Antonio Cucciniello. La recensione

Il tormentato viaggio di un uomo nel libro dello scrittore che ha fatto già sognare con Le ali del bruco, pubblicato nel 2015  e di cui i social network e il passaparola hanno decretato il successo. Anche il protagonista di Pathemata Mathemata parte come un perdente. Il gioco di parole contenuto nel titolo è mutuato da Esopo che lo coniò per indicare che le sofferenze sono insegnamenti. Privo dell’affetto dei genitori, avvolti intorno alle proprie debolezze umane, vittima del desiderio di affermazione del padre e dell’anaffettività della madre, il giovane protagonista deve compiere un percorso tutto in salita attraverso se stesso e il mondo che lo circonda. È la storia di un ragazzo come ne incontriamo tanti, purtroppo senza accorgercene. È la storia di una battaglia vinta grazie all’apprendimento di una strategia che ribalta il destino che per lui sembra segnato.

La capacità di rinunciare a se stessi per essere una coppia, per essere un gruppo, per essere una nazione, per essere una specie, e infine per essere un ecosistema, è il vero significato dell’esistenza.

Ad ispirare il romanzo la concezione innovativa dell’Approccio Sistemico Vitale, frutto di una ricerca universitaria rivolta ai sistemi sociali guidata da Gaetano Golinelli e Sergio Barile, docenti della Sapienza di Roma.

Non esco mai di casa senza guardarmi allo specchio che non riflette più una maschera di plastica,ma solo il volto di un ragazzo che, giorno dopo giorno, impara a volersi bene.

Dalle prime righe, il romanzo cattura il lettore travolgendolo nella narrazione incalzante ricca di anticipazioni e ritardi e di minuziose piccole descrizioni dell’ambiente in cui si svolge l’azione. Le parole non sono scelte a caso. Gradevole anche il linguaggio giovanile che non rinunzia al buon italiano.

La narrazione in prima persona mette il protagonista, di cui non conosceremo il nome, al centro assoluto della scena, filtrata dai suoi stati d’animo intensi, profondi, anche oscuri. Neanche i luoghi in cui le vicende si svolgono vengono svelati al lettore, ma ciò aiuta a immedesimarsi meglio nella storia che può svolgersi anche vicino a casa nostra. Il racconto risulta coerente anche quando l’autore fa uso di salti di scena tra un capitolo e l’altro che lasciano in sospeso azioni, risolte però poco dopo, nel pieno rispetto del lettore.

Se andassi a letto con una prostituta, subito dopo comincerei a contare fino all’infinito. La mia vita diventerebbe un gigantesco foglio a quadretti e le persone numeri da dividere e sottrarre dentro o fuori le parentesi.

Mentore della vicenda il Prof, il suo insegnante di matematica, che pratica un metodo originale nel coinvolgere gli studenti in un viaggio in se stessi per trovare i propri punti di forza e lo fa attraverso metafore, paradossi, costruzioni matematiche e atteggiamenti corporei alla ricerca della consonanza al contesto. Il Prof entra nella mente e nell’animo del discepolo che ama i numeri, che nei momenti di maggiore tensione emotiva viene trasportato dalle stringhe di codici di programmazione in un mondo che è solo suo, in cui si rifugia inconsapevole e che lo porterà a trovare se stesso.

Passeggiando tra i banchi ci spiega la differenza tra staticità e stabilità e di come una mela marcia possa diventare una gustosissima marmellata. Con un balzo appiccica il sedere sulla cattedra e, con le gambe penzolanti nel vuoto, punta lo sguardo sulla sagoma asciutta di Fanucci.

Nel complesso Pathemata Mathemata è una bella storia, dove i sogni si realizzano grazie all’aiuto degli amici, a un po’ di fortuna e a un approccio positivo verso la vita e verso il prossimo. Da  leggere e da regalare assolutamente a Natale.

Intervista ad Antonio Cucciniello

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C’è qualcosa di te nel romanzo?

Certo, c’è sempre qualcosa di me in quello che scrivo. Al di là delle storie e dei personaggi inventati, ci sono i sentimenti, la sofferenza provata nella mia vita e le gioie che ho vissuto. È l’unico modo di raggiungere le persone.

Il protagonista, con le sue manie, fobie e ossessioni, ricorda nel suo comportamento quadri riconducibili ad alcune note forme d’autismo, ci spieghi come mai?

Il ragazzo non è autistico ma è la dimostrazione che la mente umana può adottare in casi estremi meccanismi difensivi che si traducono in espressioni tipiche di disturbi esistenti, con cui non hanno a che fare. La nevrosi che attanaglia il protagonista è frutto di una grande sofferenza che proprio le menti più evolute traducono in schemi patologici di imitazione. Difatti le sue ossessioni avranno risoluzione.

Ti piacciono la matematica e l’informatica?

La matematica molto, meno l’informatica. Riguardo alla matematica, di solito c’è molto pregiudizio da parte degli studenti e di coloro che credono sia riservata a chi vi è portato, io credo che non vada separata dalle altre discipline perché la contaminazione è il segreto della conoscenza, noi stessi siamo complessi. I numeri sono per il protagonista il suo altrove, dove si rifugia, chiudendo il mondo fuori da quella stanza.

L’informatica è legata alla matematica ed offre una finestra sul mondo e il protagonista del romanzo la utilizza per creare contatti con ciò che lo circonda e da cui si sente separato a causa delle sovrastrutture che gli impediscono anche di abbracciare, nonostante ne senta il bisogno.

Quanto incide il rapporto umano che stabilisci di persona o attraverso i social, che utilizzi molto bene, sul successo dei tuoi libri e sulla tua produzione letteraria?

Il rapporto è fondamentale, gli scrittori sono ladri di storie. Dagli incontri traggo ispirazione, anche quando avvengono dietro la tastiera con i social, perché non perdo mai di vista il fatto che dall’altra parte ci sono delle persone. Con queste persone spesso i rapporti diventano personali e mi capita anche che mi invitino a presentare il libro nella loro città e anche nelle scuole.

Come si diventa scrittore?

Non si può “diventare” scrittore, credo sia un talento. Il talento è l’esercizio dell’anima da non confondere con il successo che è esercizio di vanità. L’importante però è scoprire questo talento in se stessi. La teoria del Sistema Vitale aiuta ad abbattere le sovrastrutture da cui siamo sovraccaricati per fare venire fuori chi siamo e anche i nostri talenti. Io mi sentivo scrittore anche quando servivo ai tavoli di un ristorante. Lo senti dentro: quando devo scrivere cerco la musica e l’armonia nelle frasi, cerco di scrivere in modo semplice, per arrivare a tutti, se no credo sia inutile scrivere. Ma ognuno ha il proprio stile che rende l’autore riconoscibile.

Digitando sulla tastiera, a volte mi sento un musicista che cerca, tra i tasti, le note per creare la sua melodia

Quanto di Pathemata Mathemata, soffrire per rinascere è frutto della ricerca universitaria e quanto della tua ispirazione?

Con il professor Barile siamo entrati subito in una bella consonanza, parliamo dell’Approccio Sistemico Vitale e io trasferisco questa teoria nei personaggi e nelle storie cui do vita. Così il romanzo diventa un mezzo di comunicazione di qualcosa di più ampio. Se una lettrice mi dice che tiene il mio libro sul comodino e, se si sente giù, ne legge un brano, questo mi convince di essere arrivato al cuore delle persone, attraverso le emozioni e di avere veicolato in modo semplice teoria e concetti, un messaggio complesso.

Ho sentito che l’App sulla Consonanza, di cui si parla nel libro, è una applicazione reale e che verrà prossimamente messa sul mercato, è vero?

Certo, il brevetto è stato depositato dal professor Barile qualche anno fa e ci sta lavorando una equipe di tecnici. Il romanzo fa un po’ da apripista.

Prossimi progetti editoriali?

La terza parte della trilogia sull’Approcio Sistemico Vitale ed altri lavori che mi stanno molto a cuore.

Grazie ad Antonio Cucciniello e buon lavoro!

Pathemata Mathemata soffrire per rinascere, Antonio Cucciniello, Edizioni Pendragon, 2019, pp. 282, 15,00€

Antonio Cucciniello è nato ad Avellino nel 1975. Animato da un fervente spirito di curiosità, ama in modo particolare la psicologia e la musica rock. Tra i suoi lavori, Hyria (2005) e Vittime (2008). Per Pendragon ha pubblicato il romanzo Le ali del bruco (2015) e un’altra opportunità (2018).

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About Eleonora Davide

IL DIRETTORE RESPONSABILE Giornalista pubblicista, è geologa (è stata assistente universitaria presso la cattedra di Urbanistica alla Federico II di Napoli), abilitata all’insegnamento delle scienze (insegna in istituti statali) e ha molteplici interessi sia in campo culturale (organizza, promuove e presenta eventi e manifestazioni e scrive libri di storia locale), che artistico (è corista in un coro polifonico, suona la chitarra e si è laureata in Discipline storiche della musica presso il Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino). Crede nelle diverse possibilità che offrono i mezzi di comunicazione di massa e che un buon lavoro dia sempre buoni risultati, soprattutto quando si lavora in gruppo. “Trovo entusiasmante il fatto di poter lavorare con persone motivate e capaci, che ora hanno la possibilità di dare colore e sapore alle notizie e di mettere il loro cuore in un’impresa corale come la gestione di un giornale online. Se questa finestra sarà ben utilizzata, il mondo ci apparirà più vicino e scopriremo che, oltre che dalle scelte che faremo ogni giorno, il risultato dipenderà proprio dall’interazione con quel mondo”.