The Batman: recensione e approfondimento (no spoiler)

The Batman è il nuovo indiscusso successo del regista Matt Reeves. In meno di due settimane ha incassato 145 milioni di dollari. Ottima l’interpretazione di Robert Pattinson, il nuovo vigilante di Gotham.

Batman è un supereroe che ha avuto un notevole successo negli anni, e prende spunto, come tutti sanno, dall’omonimo fumetto. La ricchezza di questo personaggio è che sa adattarsi al passare del tempo. Solo per citarne alcuni: negli anni ottanta avevamo i colori e l’eccentricità dei film di Tim Burton, poi negli anni 2000 la solennità e la spettacolarità del Batman di Nolan, e adesso abbiamo una nuova visione, una nuova veste ancora.

Matt Reeves è riuscito a dare un volto ancora più umano al pipistrello di Gotham City, rappresentandolo non più come un uomo adulto ma come un ragazzo, con tutte le sue incertezze e le sue paure. Affidando il ruolo a Robert Pattinson ha mostrato un Batman in crescita, un personaggio che evolve nel corso del film. Fin dai primi minuti della pellicola Batman cerca vendetta, per poi accorgersi, nel corso degli eventi, che il mondo è molto più complesso di quanto avesse immaginato e il passato molto più torbido di quanto credesse.

Nonostante Batman sia stato girato un po’ in tutte le salse, è bello vedere questo aspetto inedito, di evoluzione psicologica del protagonista. Per quanto riguarda l’interpretazione di Pattinson, risulta davvero convincente. Il suo fascino tenebroso è perfetto per il ruolo, e l’attore riesce a scrollarsi di dosso, in pochi minuti di film, l’immagine che il pubblico identificava come “il vampiro di Twilight”.

Interessante è anche l’evoluzione degli strumenti e i costumi che utilizza Batman. Se con Nolan avevamo visto abiti eleganti, tecnologie militari di ultima generazione, qui vediamo un aspetto più rude. Bruce Wayne, tranne nelle occasioni formali, veste come un qualunque ragazzo della sua età, e va in giro con una motocicletta modificata da lui stesso. Mentre Batman ha sempre una tuta iper-tecnologica ma più analogica di quella usata sul set da Christian Bale. Ma il pezzo forte è la Batmobile, ha uno stile molto cyberpunk, un misto di artigianale e tecnologico, davvero spettacolare.

A proposito di veicoli, per gli amanti del genere, il film ne è pieno e sono dei veri pezzi da collezione, sia moto che auto. Gli inseguimenti e le scene di guida sono davvero coinvolgenti e ben realizzate, con sapiente dosaggio di CGI e effetti speciali reali. Certamente è stato molto impegnativo il lavoro svolto dagli stuntman.

Altro personaggio interessante è quello di Catwoman, che finalmente torna sullo schermo. È un personaggio che non sempre ha avuto successo al cinema, ma Zoe Kravitz (la figlia del celebre cantante statunitense) ha reso questo ruolo molto interessante. Non è solo un mero personaggio di appoggio al protagonista, ha, invece, una storia sua, delle motivazioni forti e personali e porta avanti le sue battaglie parallelamente a Batman.

Come non parlare di James Gordon, il detective più famoso di Gotham. Mentre con Nolan c’era questo rapporto di odio e amore tra lui e Batman, qui vediamo un Gordon complice e amico. Jeffrey Wright è un attore di talento e riesce a imprimere il giusto peso al ruolo che ricopre. Per vedere una delle sue interpretazioni più convincenti è consigliabile la visione della serie HBO Boardwalk Empire di Martin Scorsese.

Passiamo ai cattivi, ai villians. Pinguino è finalmente tornato, non è eccentrico e inquietante come quello ideato da Tim Burton ma è di grande spessore. È un personaggio che incarna bene il mafioso viscido e furbo, che sa muoversi nell’ambiente criminale e sa trattare con le istituzioni e le forze dell’ordine. Collin Farrel è assolutamente irriconoscibile, utilizza delle protesi facciali ben realizzate, e dona un’interpretazione vivace al personaggio. Talmente è piaciuto che la HBO ci sta realizzando una serie, prodotta da Reeves e dallo stesso Farrel.

Ma l’antagonista più importante in questo film è l’Enigmista. Un ruolo dalle mille sfaccettature che Paul Dano interpreta magistralmente. Volendo fare un confronto, è totalmente diverso dallo storico personaggio di Jim Carrey. Nel film di Burton l’Enigmista era istrionico, estroverso ed ironico. Qui, invece, vediamo un personaggio con una psicologia complessa e con un’intelligenza fuori dal comune. Una persona, evidentemente, sociopatica che riversa il suo disagio in un piano malefico e ben congegnato. In questo senso, durante la visione è interessante seguire Batman che investiga insieme a Gordon per risolvere il caso e smascherare l’Enigmista, quasi si trattasse di un thriller o di un giallo.

Altra splendida interpretazione è quella di John Turturro per il ruolo del mafioso Carmine Falcone.

Perché guardare The Batman:

Il parere di Flavio:

Un grande ritorno per Batman, con una visione nuova. Una sfida molto difficile per Reeves che deve confrontarsi con precedenti lavori a dir poco leggendari. Un plauso agli attori e alle persone che hanno realizzato questa pellicola.

Non solo azione ma tanta bella recitazioni, fotografia davvero ben realizzata. Il film dura quasi tre ore, prendetevi tutto il tempo che serve per gustarlo a dovere.

Il parere di Filomena:

Film godibile, anche se d’azione, i momenti di riflessione e coinvolgimento emotivo non mancano di certo.

Robert Pattinson dimostra di essere diventato non solo un gran bell’uomo ma anche un attore molto bravo, sia dal punto di vista recitativo che emotivo, capace di comprendere a fondo il personaggio di Bruce Wayne e di renderlo estremamente umano, con le sue incertezze e le sue paure.

Ha reso Batman umano come non si era mai visto nei film precedenti e d’altronde è proprio questo personaggio della DC ad esserlo, in quanto sprovvisto di poteri soprannaturali, ma che per qualche motivo viene rappresentato sempre come il perfetto eroe senza macchia e senza paura.

Pattinson ci regala, in questo film, un Bruce della porta accanto. All’opposto, il personaggio dell’Enigmista viene rappresentato con una profondità e una sofferenza nella sua follia che nelle sue precedenti rappresentazioni non erano visibili. Due personaggi molto simili per i drammi vissuti ma non per il contesto sociale e che decidono di reagire in modo completamente diverso alle difficoltà. Questo ci mostra che ci sono sempre due lati della stessa medaglia.

Partendo dalla regia fino alla musica e alla recitazione, le componenti del film sono mescolate in modo perfetto.

A cura di Flavio Uccello e Filomena De Santis

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