Di Maio ad Avellino

Luigi_Di Maio

Se vorrete, noi ci saremo

Luigi De Maio saluta con cordialità gli avellinesi recatisi in Via Matteotti in occasione della chiusura della campagna elettorale del Movimento 5  stelle in città e li ringrazia per la loro presenza.

Sofferenza lavorativa, vicinanza della politica ai cittadini, cambiamenti in fatti e non in parole, abolizione della Legge Fornero, reddito di cittadinanza, salario minimo orario, abolizione de La buona scuola, questi i punti trattati durante il suo saluto, partendo dalle vertenze dei lavoratori che hanno perso il loro posto, vertenze che gli verranno consegnate alla fine dell’incontro, dal candidato Sindaco Vincenzo Ciampi, in segno che ci sarà qualcuno al Governo che se ne prenderà carico.

Di Maio dichiara che sin dall’inizio si è proposto di difendere i diritti dei lavoratori ed è per questo motivo che ha chiesto ed avuto il Ministero dello Sviluppo economico e del lavoro, perché c’è la necessità di lavorare seriamente per istituire leggi che aiutino tali  politiche.

La grande sfida non è quella di aumentare un indice ma di far stare meglio la gente e sono le persone che devono dare riscontro della loro qualità della vita.

Uno dei provvedimenti a tale proposito è quello che prevede che, nel caso di problematiche del lavoro, i cittadini di un territorio che fanno vertenze al Ministero, possono chiedere che al tavolo sieda il loro parlamentare, la persona che può stare loro vicino costruttivamente.

Chiarisce che il reddito di cittadinanza non serve a lasciare la gente a casa a riposarsi e guadagnare ma serve a far sì che il Centro per l‘impegno non sia più umiliazione per il disoccupato ma diventi una soddisfazione per chi cerca lavoro e lo trova grazie ad una formazione utile e, nel frattempo, riesce a sfamare la sua famiglia. Seguiranno tre proposte di lavoro da parte dello Stato, che se accettate faranno perdere il reddito perché ormai si ha un lavoro, mentre se si rifiutano faranno perdere egualmente il reddito, perché non hai voluto lavorare.

Prima ancora del reddito ci saranno le pensioni di cittadinanza, giacché l’Europa stabilisce che una persona non può vivere oggigiorno con una pensione che sia inferiore a 780 € al mese, l’obiettivo del nuovo governo sarà almeno raggiungere questa cifra.

Riguardo le pensioni e l’abolizione della Legge Fornero, Di Maio ricorda la “quota cento” secondo cui se sommando gli anni di lavoro a quelli di vita si ha più di cento, allora si può andare in pensione. Ciò significa far andare in pensione chi ha lavorato per tutta la vita ma, soprattutto, dare lavoro ai giovani che non hanno spazio nonché consentire po’ di turnover nella pubblica amministrazione inserendo nuove energie e  professionalità capaci di sostenere la sfida dell’informatizzazione.

Continua precisando che nei cento giorni seguiti alle elezioni, mentre si attendeva il governo, ci sono state persone come Carlo Sibilia, Roberto Fico, Riccardo Fraccaro e altri deputati dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio dei Ministri, che hanno lavorato per una delibera storica che sarà approvata a breve e consentirà di tagliare i vitalizi agli ex-parlamentari. Inoltre, mentre alla Camera stanno lavorando all’abolizione dei vitalizi lui stesso come Ministro del Lavoro ha già messo il suo staff a lavorare per il taglio delle pensioni d’oro perché le pensioni dovranno essere stabilite in base ai contributi versati.

Infine Di Maio, saluta il pubblico, invitando a riflettere sul fatto che fare il Sindaco senza avere corrispondenza nel Governo centrale è molto difficile, un Governo che non ha fazioni né fratture, ed invitando, quindi, i presenti a sostenere i 5 stelle nelle elezioni comunali.

Maria Paola Battista

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