La mostra di Andy Warhol ad Avellino

fate presto

Dal 6 APRILE al 6 MAGGIO 2019 “FATE PRESTO” curata da Stefano Forgione presso la galleria d’arte AXRT

Vernissage 6 aprile ore 18:30 in via Mancini 19 Avellino

Presentazione della mostra e intervista a Stefano Forgione

All’indomani del tragico evento sismico che colpì l’Irpinia il 23 novembre 1980, Il Mattino, uno dei quotidiani più importanti del Paese, intitolava la sua prima pagina con la frase “FATE PRESTO” per invocare i soccorsi ad arrivare quanto più velocemente possibile alle popolazioni terremotate.

Ebbene, un anno dopo, Andy Warhol, simbolo della Pop Art americana e artista internazionale di grande fama, interpretò il disastro del terremoto elevando la frase a opera d’arte.

Nacque così FATE PRESTO di Andy Warhol, un’opera la cui esistenza è pressoché sconosciuta alla maggior parte di coloro che vissero il terremoto del 1980.

Sabato prossimo 6 aprile, la galleria d’arte AXRT di Avellino inaugura proprio la mostra di Andy Warhol avente titolo FATE PRESTO per “restituire” e rendere omaggio a un grande artista che volle, a suo tempo, esprimere con la sua arte il dramma che aveva colpito la Provincia di Avellino e la città stessa.

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In attesa dell’inaugurazione Stefano Forgione, curatore della mostra risponde ad alcune mie curiosità.

Innanzitutto complimenti per aver portato, credo, per la prima volta ad Avellino un artista internazionale come Andy Warhol. Da dove viene fuori questa iniziativa?

Sin dalla nascita della galleria c’è stato sempre l’intento di aprire Avellino verso il mondo dell’arte, importandola. Ritengo, infatti, che poiché non esiste un luogo “dell’arte”, in quanto il centro dell’arte è il mondo, siano le città a doversi volgere verso di essa.

Si è creata un’opportunità lavorativa nell’ambito di alcune frequentazioni con altre gallerie, in questo caso la galleria Deodato di Milano che è specializzata in Andy Warhol e nella Pop Art in genere.

Inizialmente sembrava difficile poterlo fare però, poi, siamo riusciti ad accordarci con loro e portare Andy Warhol qui ad Avellino. La galleria Deodato si è già occupata della mostra istituzionale di Andy Warhol a Cava dei Tirreni che ha avuto molto successo. Parte di quella mostra, in quanto la nostra galleria è comunque piccola, sarà qui da sabato.

Andy Warhol portò un nuovo modo di fare arte iniziando a trasformare in opere prodotti di massa. Così egli rappresentò il paradosso di un’epoca perché, da una parte, ogni cosa diventa banale, dall’altra la sua massificazione lo rende un simbolo. Ad esempio Marilyn Monroe, ripetuta all’infinito, potrebbe non avere un senso ma, nello stesso tempo, diventa, tramite le ripetizioni, immortale. Lei è famosa, e forse lo sarebbe comunque, ma non credo lo stesso per i pomodori Campbell oppure per le confezioni di biscotti e detersivi che finirono nei supermercati e sarebbero passati inosservati.

Il senso di Andy Warhol e della Pop Art in genere è proprio di rendere popolare ogni cosa. In questo modo Marylin Monroe è di tutti. Ricordiamo una frase famosa in cui l’artista sostenne che “La Coca Cola la bevono tutti, sia Marilyn Monroe che l’ultima persona del mondo.” Quindi la Coca Cola diventa un simbolo perché è di tutti. E tutto ciò che è di tutti lui lo eleva a opera d’arte.

Dobbiamo tenere presente che allora non si era ancora nell’epoca digitale. Oggi a noi sembra tutto molto semplice ma, a quel tempo, la tecnica serigrafica di Warhol rappresentò una rottura.

Molti oggi hanno difficoltà a considerare, innanzitutto, la Pop Art come arte in genere perché la forma d’arte che viene espressa non è vista come la capacità tecnica pittorica o altro. Inoltre oggigiorno siamo bombardati dalla pop art in quanto il marketing famoso, il brand e tutto ciò che riguarda l’immagine, ha un valore assoluto per un’azienda come per un privato.

Tutto questo è dovuto al fatto che la rivoluzione della Pop Art ha elevato ad arte quello che era semplicemente un’immagine.

Veniamo ora a “Fate Presto”. Mai negli anniversari del sisma ad Avellino si è parlato di quest’opera. Ne sono rimasta molto sorpresa.

Il titolo della mostra, “Fate Presto”, appunto, è nato in maniera occasionale. Avevamo già deciso di fare la mostra, che avrei chiamato Andy Warhol, e, per mia ignoranza, non sapevo dell’esistenza di questo lavoro. L’ho scoperto facendo delle ricerche e mi sono detto che non era possibile che Andy Warhol avesse fatto un’opera di 6 metri per 3 dedicata al terremoto in Irpinia e le persone più interessate tragicamente a quell’evento, cioè la provincia di Avellino in genere, non sapessero dell’esistenza di quest’opera. L’ho trovato gravissimo.

Tutto si deve a Lucio Amelio, napoletano, che portò semplicemente la pagina de Il Mattino all’artista il quale fece questa opera dando la paternità del terremoto a Napoli. Forse Andy Warhol non conosceva neanche l’esistenza di Avellino. Trovo drammatico, culturalmente parlando,  che in 37 anni nessuna amministrazione comunale o provinciale non dico abbia provato ad acquisire l’opera, che a quell’epoca magari avrebbe avuto anche un prezzo più accessibile, ma almeno a portarla in esposizione ad Avellino in occasione dell’anniversario. Attualmente essa fa  parte di una bellissima collettiva che si chiama Terrae Motus, sempre a cura di Lucio Amelio, che si trova esposta alla Reggia di Caserta.

Credo sia assurdo che la prima volta che un artista mondiale abbia fatto qualcosa inerente Avellino noi non riusciamo in 37 anni ad usufruire nemmeno dell’immagine. Averla qui sarebbe una grandissima occasione per omaggiare un artista internazionale ma anche gli avellinesi e la provincia di Avellino dato che il terremoto è nostro.

La mostra  che cosa ospiterà?

Circa 20 opere dei tipici lavori di Warhol. Parliamo di serigrafie, alcuni pezzi unici, che racchiudono un po’ tutta la poetica della Pop Art. Quindi avremo le Campbell’s Soup, i fiori, Mickey Mouse, tutte le icone di Andy Warhol.

Andy Warhol è un artista che si studia anche a scuola. Avete pensato di invitare gli studenti a visitare la mostra?

Noi manderemo a tutti i presidi delle scuole le comunicazioni e penso che la notizia che Andy Warhol sarà qui per un mese è una cosa che dovrebbero carpire gli addetti ai lavori. Quindi, chiaramente, sarà fatto loro l’invito però troverei grave se gli insegnanti di storia dell’arte e di educazione artistica non portassero gli studenti.

Grazie e buon lavoro.

Maria Paola Battista

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About Maria Paola Battista

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