Ematite: la pietra del cambiamento
Oggi un altro appuntamento con la rubrica Oltre la montagna curata da Donata De Bartolomeis. Scopriremo le proprietà di un altro cristallo.

Rigiro tra le mani una piccola pietra levigata di colore grigio dai riflessi metallici. È una ematite (dal greco haimatítēs líthos; pietra sanguigna). Anche se è un minerale, il ferro è l’elemento chimico che la caratterizza, come chiarito nei primi articoli, userò sempre il termine generico “pietra”, per non confondere le idee ai lettori. Esistono ematiti di diverse sfumature. Quella che rigiro tra le mani è burattata, ma allo stato grezzo è ancora più bella. Il suo nome richiama il sangue perché se prendiamo due pietre grezze e le strofiniamo forte forte secernono una polvere rossa e quando la si immerge in acqua per lavorarla si ha l’impressione che sanguini. Diverse le leggende legate a questa sua caratteristica: dall’antico Egitto al Medioevo. Una delle più antiche vuole che l’ematite sia la solidificazione di Urano, dio del cielo stellato, che con Gea costituisce la coppia divina primigenia, ed è per questo che si ritiene che attraverso questa pietra ci si possa connettere alla matrice divina che ci ha generato e che ha il potere di ripristinare la salute e l’integrità originaria. L’ematite, inoltre, connettendoci con la matrice divina, ci rende consapevoli della nostra dimensione terrena e ci palesa i talenti che ci sono stati donati per affrontare le sfide quotidiane e attuare la nostra vera natura per il bene supremo e a riconoscere gli aspetti più profondi che andrebbero modificati. Di conseguenza rafforza il corpo e migliora la resistenza alle sollecitazioni emotive e ci dà consapevolezza, forza e determinazione per il cambiamento e la trasformazione Durante la meditazione, se siamo seduti nella posizione del loto (Padmasana) possiamo posizionarla sul pavimento vicina ai genitali in quanto le sue vibrazioni riequilibrano, entrando in risonanza, Muladhara, il Primo Chakra, il Plesso della Radice, fondamento di tutto il sistema dei chakra.

Il libro
Come l’Ematite fa vibrare le nostre corde facendoci riscoprire la nostra vera natura e spingendoci al cambiamento, così nel libro “Lezione di Sitar – L’arte di vibrare con tutte le proprie corde. Osa essere te stesso e fare ciò che ami”, edizioni Il Papavero, Marie-Josèè Tardif, nota giornalista radiotelevisiva canadese, designata dagli Anziani per approfondire lo studio della medicina tradizionale e della lingua algonchina, ci conduce dolcemente mano nella mano nel cammino della conoscenza profonda di noi stessi. Condivide con noi le sue ricche scoperte ed esperienze con uno stile avvolgente e ricco di metafore e immagini. I suoi insegnamenti, tradotti in italiano da Chiara Aurora Biondi, hanno il profumo della bellezza e dell’armonia, dando la sensazione di ascoltare buona musica. L’autrice, come una preziosa amica, entra in dialogo con noi e come per magia ci induce a ©una conversazione vera e profonda con noi stessi.
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