Bellezza e Make-up di Memy De Santis – Intervista a Daniele Pacini

Oggi l’articolo della nuova rubrica di WWWITALIA dedicata al trucco e ai suoi segreti, con cui la Make-up artist Memy De Santis ci permetterà di conoscere Daniele Pacini. Dopo l’articolo sui pennelli da usare,  quello sul colore, quello sull’uso del fondotinta, quello sulla cura delle sopracciglia, quello sulle ciglia, quello sul rossetto, quello sulla linea di trucco Cliomakeup popupquello sul rossetto rosso, quello su ciò che dobbiamo avere nel nostro beauty, quello sul Kajalquello sulle creme visoquello sul primer viso , quello sulla Skin care coreana, quello sugli Illuminanti, e quello sul mascara, i consigli di Pacini sveleranno a chi voglia usare al meglio le proprie potenzialità il segreto della base del trucco.

Il nostro articolo di oggi sarà un po’ diverso dal solito, infatti, ho avuto l’immenso piacere di intervistare l’uomo che ha cambiato radicalmente il mio modo di vedere il make-up, dandomi l’opportunità non solo di imparare questa tecnica ma di abbattere i limiti che si hanno molto spesso con un make-up classico.

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Daniele Pacini si è formato nel trucco durante una lunga carriera nello spettacolo. Nel 2011 ha iniziato a specializzarsi nel trucco aerografo, che ora usa esclusivamente. E’ stato collaboratore della rivista Trucco e Bellezza (TreInitini Editore), per la quale ha curato e scritto diversi reportages. Ha frequentato il corso di trucco aerografo tenuto da Dinair presso Guru Makeup Emporium a Londra. Dal 2012 viaggia regolarmente negli USA ed in Europa per aggiornarsi su tutte le novità riguardo al trucco aerografo direttamente dai produttori (Temptu, Dinair, Kett, e molti altri).

Quando ho conosciuto Daniele, lo seguivo già da un po’ di anni sul suo canale youtube, quindi sapevo bene cosa aspettarmi da questo corso; eppure, nonostante questo, è stato certamente più affascinante di quanto potessi immaginare, non solo per questa tecnica meravigliosa, ma per la semplicità, l’entusiasmo e la passione da lui dimostrati.

Quando e come ti sei avvicinato al mondo dell’aerografo?

Lavorando in teatro come attore e cantante il trucco ha sempre fatto parte della mia vita professionale. Nel 2011 dovevo partecipare a un programma televisivo importante con un numero nel quale il make-up aveva un ruolo fondamentale. Non potendo impegnare il mio truccatore di sempre (il bravissimo Sergio Porcedda) mi trovai a dovermela cavare da solo con complicate sfumature. Sergio mi consigliò di fare una ricerca sul trucco aerografo. Il mio manager e partner lo prese sul serio e ordinammo il mio primo kit di Dinair dagli USA (a quei tempi spedivano ancora in Italia). Da subito ebbi la sensazione che questo strumento mi avrebbe aiutato moltissimo proprio nelle sfumature, che con il pennello non mi davano risultati soddisfacenti.  Un’altra cosa che mi colpì da subito fu l’impercettibilità del make-up, che migliorava la pelle un po’ con l’effetto del timbro clone di Photoshop, senza risultare evidente e senza creare texture.

Cosa ti ha portato a decidere di fare corsi di formazione su questo tipo di make-up?

Quando mi appassiono a qualcosa, tendo ad andare a fondo e divento un po’ ossessivo. Il fatto che questo strumento avesse migliorato così tanto i risultati che ottenevo con il make-up mi spinse a volere provare un po’ tutte le formule. Ho la fortuna di viaggiare spesso negli USA e da allora iniziai a usare i miei viaggi per andare a conoscere i creatori delle marche che animano questo settore. Facendo ricerca in Italia, mi resi conto che non c’era nessuno che parlava di questa tecnica in maniera pienamente consapevole e aggiornata. Avevo già collaborato con la rivista Trucco e Bellezza con articoli di vario genere sul beauty, e allora decisi di aprire un sito (www.truccoaerografo.com) dove mettere a disposizione le informazioni che stavo ottenendo con spesa e fatica dai miei viaggi e dalle mie ricerche.  Dopo qualche mese ricevetti la telefonata di quella che sarebbe stata la mia prima allieva, la cosmetologa e truccatrice Angela Rosa, che mi chiedeva appunto di farle un corso. Le dissi che se avessi dovuto farlo per lei tanto valeva aprirlo a un piccolo gruppo e l’entusiasmo di quella prima, indimenticabile sessione segnò il destino degli anni successivi.

 Secondo la tua esperienza, quali sono i vantaggi di questa tecnica?

Come dicevo prima, il fatto che lo strumento crea bellissime sfumature da solo. I prodotti specifici per aerografo offrono una grande coprenza rimanendo impalpabili, impercettibili, salvo che non si cerchi un “effetto Instagram” che è comunque possibile. Questo perché il colore si deposita in velature semi trasparenti, permettendo di correggere le imperfezioni senza coprire le parti sane del viso, uniformandolo in modo perfettamente naturale.  Non venendo completamente occlusa, la pelle traspira molto meglio di quanto farebbe sotto una copertura “solida”, come quella creata dal trucco tradizionale, e questo permette al make-up di durare molto più a lungo senza formare comedoni. Non essendoci contatto tra l’applicatore e la pelle, c’è uno scambio praticamente nullo di batteri e una igiene nettamente superiore anche perché i liquidi stessi  vanno dal flacone direttamente nell’aerografo e da questo sulla pelle, senza essere toccati dalle mani.  Dal punto di vista creativo poi le possibilità sono infinite e non solo per il trucco artistico ma anche per gli ombretti più naturali.

Perché, secondo te, in Italia si parla poco di questa tecnica?

Per motivi di marketing prima di tutto. Ovviamente, le case cosmetiche guadagnano infinitamente di più dai prodotti tradizionali di quanto potrebbero fare da quelli per il make-up aerografo. Ad esempio, un fondo per aerografo richiede spesso un semplice idratante e non ha bisogno di essere fissato né incipriato e, dal momento che sono necessarie solo poche gocce, il prodotto dura tantissimo. Un’altra ragione è la semplice ignoranza, nel senso che l’aerografo è ancora poco conosciuto, e infine perché è vittima di una certa spocchia da parte di chi l’ha imparato in modo incompleto e diffonde false informazioni su di esso.  Io dico sempre che chi dichiara che “con l’aerografo non si può fare” una qualsiasi cosa, lo fa semplicemente perché lui stesso non sa farlo o non ha visto chi lo sa fare.

Questo tipo di make-up può essere realizzato anche su pelli problematiche come quelle acneiche o con macchie?

Certamente, per i motivi che dicevo prima quando parlavo di leggerezza, traspirazione e igiene, questo trucco è ideale anche per pelli problematiche.  Non dimentichiamo poi che i prodotti  sono in generale straordinariamente coprenti e al punto da non richiedere pre-correzione cromatica.

Perché secondo te le persone dovrebbero scegliere questo tipo di make-up?

E’ un po’ come chiedere perché usiamo il cellulare invece del telefono con il disco e il filo. Perché si fa molto prima (un’applicazione completa di make-up professionale compresi occhi può richiedere anche solo 15 minuti), perché è più igienico, perché dura più a lungo e non crea spessore, e perché ha una resa meravigliosa in foto e video. Non voglio però fare pensare che questa tecnica sia in conflitto con quella tradizionale. Imparare a usare un aerografo non vuol dire assolutamente dovere buttare via i pennelli. Le cose si possono tranquillamente integrare e coesistere per creare i migliori risultati possibili a seconda dei casi e del tempo a disposizione.

Per saperne di più

Sito internet www.airbrushmakeupguru.com

Youtube  the airbrush makeup guru

Instagram @theairbrushmakeupguru

©Riproduzione riservata WWWITALIA

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Memy De Santis, make-up artist, diplomata nel 2016 presso la Raffaella Vallone supported by Kryolan di Napoli e specializzata in make-up con aerografo.

“Il make-up è l’arte che ci permette si essere chiunque vogliamo […] Amo vedere lo sguardo delle persone dopo il trucco, è come se si guardassero per la prima volta.”

Truccare è la sua missione, non solo una passione. Ha iniziato questa professione con l’idea di aiutare le persone, farle sentire più sicure in se stesse. Esprimere e valorizzare la bellezza che c’è in un individuo è la sua prerogativa.

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